Stupore, e sconcerto. Questi i sentimenti che in chi scrive ha suscitato la Manovra Monti per ciò che attiene alla privacy, la cui disciplina è stata oggetto di una vera e propria rivoluzione.
Stupore, perché, dopo le recenti modifiche apportate al Codice della privacy per effetto del Decreto Sviluppo, detti interventi sono giunti inaspettati.
Sconcerto, in quanto, sotto un profilo strettamente giuridico, desta non poche perplessità il fatto che il nuovo assetto sia stato disegnato da uno strumento, quale il “decreto-legge”, che il Governo (cui non appartiene la funzione legislativa, la quale, come noto, è esercitata dalle Camere) può utilizzare solo in casi straordinari di necessità ed urgenza, non presenti nel caso di specie in relazione alla privacy.
La modifica è conseguita ad una sola previsione, ma di portata dirompente.
Facciamo chiarezza, ripercorrendone, anzitutto, il dato normativo.


